Un viaggio in prima classe alla scoperta della Cina più autentica

Viaggiare in Cina oggi significa accettare una grande sfida: quella di riconoscere il futuro all’interno di una civiltà ricca di storia. Non è solo la distanza geografica a pesare, ma la velocità con cui questo paese scivola dal passato più remoto a un futuro che in Europa sembra ancora fantascienza. Parliamo di un luogo dove puoi camminare su mattoni posati duemila anni fa e, un’ora dopo, salire su un treno che fluttua magneticamente a 430 km/h. Partiamo in questa grande avventura di viaggio con Guiness Travel, tour operator specializzato in viaggi organizzati con accompagnatore dall’Italia.

Pechino

Pechino è una città costruita per ricordare all’individuo la propria piccolezza. Le strade sono larghe come autostrade e le piazze sono oceani di cemento. Ma la vera anima della capitale si nasconde nelle ore buie, lungo la Ghost Street (Gui Jie). Qui, sotto migliaia di lanterne rosse, la vita quotidiana esplode: è il regno dell'hot pot e dei crostacei piccanti. Vedrete i pechinesi discutere animatamente davanti a pile di gusci di gamberi, in un’atmosfera rumorosa e vitale che cancella la rigidità dei palazzi governativi. Il contrasto arriva il giorno dopo, quando ci si sposta verso la Grande Muraglia di Juyongguan. I gradini sono irregolari: alcuni sono alti pochi centimetri, altri arrivano quasi al ginocchio. Vennero costruiti così non per imperizia, ma per spezzare il ritmo della marcia dei soldati invasori, rendendo impossibile un attacco coordinato e veloce. Salire quassù è un esercizio di fatica pura che regala la misura dell'ossessione difensiva dei Ming. La giornata si chiude con l’anatra laccata, un piatto che richiede una preparazione di tre giorni. Lo chef la affetta davanti a voi con una precisione chirurgica: la pelle deve essere croccante come vetro e va mangiata per prima, intinta in un pizzico di zucchero.

La Città Proibita e Xi’An

Entrando nella Città Proibita si varca la soglia di un mondo che per 500 anni è stato precluso ai comuni mortali. È un labirinto di cortili infiniti dove ogni dettaglio è simbolico. Noterete che non ci sono alberi nei cortili principali: l'Imperatore non voleva che nessun attentatore potesse nascondersi tra le fronde, e nulla doveva essere più alto del trono imperiale. Prima di immergersi in questo colosso di legno e pietra, il rito del tè predispone ad assaporare il corso del tempo con calma e serenità, in linea con la disciplina buddhista. Esperienze del genere sono necessarie in un viaggio organizzato in Cina. Da Pechino ci si sposta verso Xi’An con i treni ad alta velocità, modelli di efficienza che riducono le distanze siderali della Cina a poche ore di viaggio. Xi’An è la città di Marco Polo, il punto dove la Via della Seta portava spezie e idee dall'Occidente. Il Quartiere Musulmano è un assalto di odori: cumino, carne d'agnello alla brace e pane nang appena sfornato. La sera, passeggiare sulle mura Ming — larghe abbastanza da far sfrecciare delle auto — offre una vista incredibile sulla città vecchia che si accende di mille luci.

L’esercito di Qin e la vertigine di Chongqing

Il sito dell’Esercito di Terracotta è un'esperienza che toglie il fiato. Se guardate da vicino i volti dei soldati, noterete che ognuno ha tratti diversi: zigomi alti, baffi sottili, orecchie diverse. Erano ritratti reali dell'esercito imperiale di 2.200 anni fa, condannati a una guardia eterna nel buio.

Dalla storia antica si balza nel futuro verticale di Chongqing. Questa megalopoli è costruita su montagne e fiumi, e la parola "orizzontale" non esiste. Qui è normale entrare in un ascensore al primo piano, salire al decimo e trovarsi di nuovo a livello della strada perché l'edificio è appoggiato su un'altra collina. Vedrete la metropolitana di Liziba che attraversa un palazzo residenziale: una soluzione ingegneristica diventata simbolo di una città che non ha più spazio per espandersi se non scavalcando sé stessa. La sera si mangia l'hot pot locale, il più piccante di tutta la Cina. I tavoli hanno un buco al centro dove bolle un calderone di olio, peperoncino e pepe del Sichuan. È una prova di resistenza, un rito che i locali celebrano per combattere l'umidità tipica di questa zona.

Shanghai: La Parigi d’Oriente e i giardini del silenzio

L’itinerario Cina Luxury termina a Shanghai, la vetrina scintillante della Cina moderna. Se Pechino rappresenta il potere, Shanghai è il denaro e l'eleganza. La passeggiata lungo il Bund è una sfilata di edifici coloniali che guardano, dall'altra parte del fiume Huangpu, i grattacieli futuristici di Pudong. È qui che si capisce la velocità del cambiamento: trent'anni fa a Pudong c'erano solo paludi e risaie; oggi c'è lo skyline più iconico del mondo. Ma Shanghai sa anche essere intima. Nel quartiere di Tianzifang, tra i vicoli della vecchia Concessione Francese, la vita scorre ancora nelle case shikumen, dove gli artisti espongono le proprie opere e i caffè sono nascosti in cortili minuscoli all’occidentale. Mentre camminate per la città vecchia verso il Giardino del Mandarino Yu, guardate in alto. Vedrete spesso lunghi bastoni di bambù sporgere dalle finestre carichi di panni stesi, persino nei quartieri più moderni. È un'abitudine che i cinesi non abbandonano: il sole deve asciugare i vestiti, ed è un segno di vita che resiste in mezzo all'acciaio L'ultimo giorno ci porta a Zhujiajiao, un villaggio sull'acqua dove il tempo sembra essersi fermato. Qui si scivola sotto i ponti di pietra su barche di legno, lontano dal rumore della Nanjing Road. Si chiude salendo sulla Shanghai Tower: da lassù, a oltre 600 metri d'altezza, la città sembra un tappeto infinito di luci, e la sensazione è quella di aver visto non solo un Paese, ma un intero continente in movimento.