Il nuovo presidente del Brasile e la fabbrica delle cittadinanze

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  • novembre 7, 2018
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L’elezione di Bolsonaro come nuovo presidente del Brasile fa sì che si accendano di nuovo i riflettori sul Paese sudamericano e sulla sua guida politica. Ma quali sono le prerogative del presidente? Egli non è solo il capo dello Stato, ma è anche il leader delle Forze Armate e il capo del governo. Eletto a maggioranza assoluta, abbina ai poteri esecutivi quelli legislativi: oltre ad avere il potere di iniziativa legislativa, sulla legge finanziaria ma non solo, può esercitare anche il diritto di veto su qualsiasi progetto di legge, a meno che non vi sia una maggioranza assoluta alla Camera e al Senato. Il presidente brasiliano, inoltre, ha la facoltà di adottare le cosiddette misure provvisorie con forza di legge, che corrispondono più o meno ai decreti legge del nostro ordinamento.

La situazione politica del Brasile, però, è tutt’altro che stabile, e non solo per l’elezione del contestato Bolsonaro: è sufficiente notare che fine abbiano fatto i precedenti presidenti Lula e Dilma Roussef (il primo è stato arrestato, la seconda è stata costretta a dimettersi per episodi di corruzione) per capire il motivo per il quale sempre più brasiliani decidono di scappare dal proprio Paese.

In molti, inoltre, stanno facendo quasi a gara per accaparrarsi una cittadinanza italiana: una possibilità che è prevista per tutti coloro che discendono da italiani che sono emigrati nel secolo scorso in Brasile. Soprattutto nel corso degli ultimi due anni si è registrato un picco di richieste per la cittadinanza italiana, con ben 116mila istanze di questo tipo, agevolate dal carattere permissivo della normativa italiana in tale ambito. Come accaduto in passato in Argentina o in Venezuela, dunque, dal Brasile si approfitta della cittadinanza italiana che può essere concessa iure sanguinis, anche se va detto che la procedura burocratica che deve essere seguita a tale scopo non è delle più agevoli.

Sono i cosiddetti italo-discendenti, figli o nipoti di italiani emigrati. La legge italiana è decisamente tollerante e al tempo stesso ampia, e sono pochi i brasiliani che vi ricorrono per motivi affettivi: nella maggior parte dei casi, la ragione va individuata nel desiderio di aggiudicarsi un passaporto europeo che può sempre tornare utile in un periodo come quello attuale che è caratterizzato da tensioni di carattere sociale e politico e da difficoltà di natura economica. Il consolato italiano di Recife in tempi recenti ha ammesso di essere sotto pressione a causa del numero elevato di richieste, provenienti a un ritmo che è complicato da sostenere. Il problema è che per sfruttare il fenomeno sono sorte agenzie specializzate gestite da criminali o personaggi senza scrupoli, che in diversi casi sono state bloccate direttamente dal governo italiano.

Ma che cosa deve fare un brasiliano per provare a ottenere la cittadinanza italiana? Ci vengono incontro i servizi di traduzione dal portoghese all’italiano. Prima di tutto è necessario entrare in possesso dell’atto di nascita legalizzato del parente di origine e dei suoi discendenti, per poi dimostrare che l’antenato ha sempre conservato la cittadinanza italiana: nel caso in cui avesse rinunciato a mantenerla, infatti, la richiesta non potrebbe essere ammessa. Per tutti i documenti in questione c’è bisogno di una traduzione asseverata.